Il Comitato Pista ciclabile Lago di Bracciano

PER LO SVILUPPO DEL TURISMO SOSTENIBILE E LA CRESCITA DELLA QUALITA’ DELLA VITA DEI CITTADINI

Premessa

La Regione Lazio ha stanziato da mesi, a favore del Parco, 300.000 € per la progettazione esecutiva della Pista ciclabile Circumlacuale del Lago di Bracciano. Solo Il tratto che ricade nel territorio di Trevignano è già finanziata con altri fondi e dovrebbe essere  imminente l’inizio dei lavori di realizzazione da parte dello stesso Comune.

Sarà lunga circa 33 km, e collegherà i 3 Comuni di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano e Bracciano passando per il tratto costiero che ricade nel Comune di Roma (Località Polline). E’ un’opera di grande rilevanza – da integrare nel Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica della Regione Lazio (PRMTL) – per lo sviluppo  sostenibile dell’area e dell’intera città di Roma metropolitana.

Motivazioni

Questa infrastruttura ha una grande valenza, in quanto crea un collegamento con le Rete Sentieristica del territorio e con il sistema di ciclovie del Lazio e delle regioni confinanti.

E’ una infrastruttura essenziale per lo sviluppo “sostenibile” basato su un turismo centrato sulla fruizione del grande patrimonio ambientale e culturale presente nel territorio, che punti all’allargamento del periodo di fruizione del nostro territorio, che oggi è concentrato essenzialmente nei due mesi estivi e che dovrebbe invece estendersi dalla primavera all’autunno. Un turismo in cui la mobilità “dolce” sia elemento essenziale, sia per gli spostamenti quotidiani e convenzionali, sia per favorire i collegamenti con il sistema di sentieri e percorsi ciclabili rurali e nei boschi.

E’ essenziale anche per accrescere la qualità di vita dei cittadini residenti, con la possibilità di spostarsi in bicicletta, fare passeggiate con le famiglie, godere – in maniera nuova anche per noi – di un ambiente che ha poco da invidiare ad altre località ben più famose e sicuramente molto meglio valorizzate. Non da ultimo, potrebbe agevolare la circolazione automobilistica, limitando – se non evitando – la presenza di folti gruppi di ciclisti che, specialmente in strade strette, creano disagi mettendo anche a rischio la propria incolumità.

Una mobilità attiva più dolce, razionale e meno impattante dal punto di vista ambientale è necessaria sia per contrastare lo squilibrio ecologico che si è creato negli ultimi decenni, sia per la salute di chi pedala, con una riduzione di problemi legati a sovrappeso, diabete, malattie cardiovascolari, una diminuzione di ansia e stress, un maggiore rendimento sul lavoro e un maggior benessere psicofisico generale.

Occorre che si avvii immediatamente la progettazione esecutiva complessiva di questa opera, e la sua rapida realizzazione in tempi brevi.